Ucraina porta l'esoscheletro ia in trincea: 45 kg di proiettile come se nulla fosse

Non è più il drone a farla da padrone sul fronte orientale. Nel video diffuso dal 7º Corpo d’assalto aereo ucraino, un artigliere della 147ª brigata indossa un corsetto di carbonio che gli abbraccia bacino e ginocchia, solleva un proiettile da 155 mm per il Caesar francese e lo scaraventa nella tramoggia con la nonchalance di chi carica la spesa. Quarantacinque chili. Quindici volte l’ora. Zero lombalgia.

Il software che legge i muscoli prima che si muovano

Il segreto non è nel titanio, ma nel codice. Un algoritmo di deep learning campiona 200 volte al secondo la tensione dei quadricipiti e anticipa la fase di carico: quando il soldato piega le gambe, l’esoscheletro ha già immagazzinato l’energia per rilanciarlo in avanti. Risultato: meno 30% di fatica, più 20 km/h di velocità di spostamento, 17 km di autonomia prima che la batteria da 200 Wh ceda. Il tutto in un involucro pieghevole da due chili che entra in una valigetta diplomatica.

Kyiv non ha rivelato il nome del fornitore, ma le immagini mostrano una dorsale che discende fino al popliteo e cinghie regolabili con rotori a basso rumore: un profilo che ricorda il modello Hypershell di startup cinesi, già visto nei test dell’esercito americano, mai adottato. L’Ucraina lo ha sdoganato in combattimento reale prima di Washington. «È come passare dal fucile Mosin al Kalashnikov in una settimana», scherza Vitalii Serdiuk, vice comandante del 7º Corpo, mentre osserva i suoi uomini scaricare una tonnellata di ordigni in meno di un’ora.

Il caesar diventa un robot antropomorfo

Il caesar diventa un robot antropomorfo

Il cannone francese, già telecomandato via tablet, ora riceve dati direttamente dall’esoscheletro: il sistema calcola la massa corporea del caricatore e aggiusta l’angolo di elevazione per compensare il minimo scarto di peso tra un proiettile e l’altro. È la prima volta che un pezzo d’artiglieria europeo dialoga in tempo reale con l’anatomia di chi lo serve. Il generale di divisione Mykola Shvay parla di «fucina di precisione uomo-macchina» e promette che entro settembre ogni batteria del settore Pokrovsk avrà almeno due artiglieri così equipaggiati.

Il costo? Circa 8.000 dollari a completo, meno di un missile Stinger. Con i fondi britannici per l’IA militare, Kyiv può ordinarne 400 al mese. La produzione è già passata da una fabbrica di Dnipro a tre laboratori clandestini sparsi in Polonia e Lituania, dove i componenti vengono stampati in 3D e assemblati da volontari civili. Il modello è quello dei droni FPV: open-source, rapido, impossibile da fermare con sanzioni.

Il prossimo passo: esoscheletri che sparano

Il prossimo passo: esoscheletri che sparano

Il ministero della Difesa ha lanciato un bando per integrare un’unità di propulsione sul braccio destro, capace di mitigare il rinculo di un lanciagranate RPG-7. L’obiettivo è trasformare il soldato in una piattaforma di fuoco mobile, capace di trasportare e sparare cariche da 2 kg senza interruzione. I test partiranno a Kharkiv entro ottobre, con reparti speciali già addestrati a combattere in città dove ogni scalino di un palazzo può diventare una trappola.

Intanto, a Mosca, il dipartimento della Difesa ha ordinato ai laboratori di Technodinamika di replicare il dispositivo entro sei mesi, pena tagli di bilancio. Le sanzioni, però, hanno bloccato i microprocessori tedeschi: il prototipo ruso pesa il doppio e ha bisogno di una batteria da 5 kg. La corsa all’uomo-robot è cominciata, e l’Ucraina ha già un anno di vantaggio. Finché un proiettile da 45 kg sembrerà un pacco di pasta, la guerra non avrà più limiti di carne e ossa.